Territorio

Non solo il mare

Alla scoperta di

Rimini

Rimini non è solo terra di mare ma anche cultura, musei e attrazioni.
Scopri le nostre proposte per rendere il tuo soggiorno ricco di emozioni alla scoperta di itinerari archeologico-culturali immersi nel territorio Riminese.

L’area è estesa su 700 mq, comprende diverse costruzioni, di cui la più interessante è la cosiddetta Domus del Chirurgo. Si tratta dei resti di un’antica domus romana risalente al II secolo d.C.
Lo scavo ha portato alla luce anche altre strutture di rilievo: resti di una abitazione tardo imperiale, tracce di un insediamento altomedievale econ un grande sepolcreto sottostante che evidenziano una notevole stratificazione storica.
Di notevole importanza è il gran numero di reperti e mosaici ritrovati all’interno: ben conservati, hanno permesso una fedele ricostruzione della casa e dell’identità del proprietario, oltre a far luce su un passato affascinante.
Il reperto forse più eccezionale è una collezione di ben 150 strumenti chirurgici che non hanno lasciato dubbi circa l’identità del padrone di casa: un medico. Pare che Eutyches, questo il suo nome, provenisse da ambienti ellenici e, come spesso accadeva nell’antichità, si fosse poi formato sui campi di battaglia. In effetti, gli strumenti ritrovati venivano usati soprattutto per traumi ossei e ferite, lasciando immaginare che Eutyches fosse un medico militare.

I materiali che costituiscono la dotazione del Museo sono di tipologia molto disparata, ma di provenienza in massima parte locale.
Sono frutto delle ‘soppressioni’ napoleoniche della fine del Settecento, di ritrovamenti archeologici casuali e di scavi appositamente condotti, di donazioni, di acquisti oculati.
Il loro ordinamento nel nuovo museo segue, compatibilmente con gli spazi a disposizione, un criterio cronologico, con qualche raggruppamento tipologico parziale (le nature morte, i ritratti, gli stemmi etc.).

Museo Storico Archeologico

Il Museo custodisce e valorizza le testimonianze archeologiche, artistiche, storiche e culturali provenienti dalla città e dal territorio di Santarcangelo.
Fornaci e territorio agricolo rappresentano la sezione archeologica, che comprende un periodo dalla preistoria all’età romana; anfore, lucerne, laterizi, suppellettili, vasi da fiori, testimoniano la fiorente attività produttiva del territorio. La sezione artistica comprende un periodo dal Medioevo all’Ottocento. Le opere esposte rappresentano aspetti interessanti sulla condizione del paese, sulla sua vita, sulla sua cultura, sulla sua religiosità., segni importanti della lunga storia di Santarcangelo.

Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna

Il Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna raccoglie e conserva le testimonianze della gente di un territorio ricco di tradizioni popolari: la Romagna, in particolare quella meridionale, racchiusa tra l’Appennino e il litorale Adriatico. Gli oggetti e gli strumenti esposti sia nelle sale interne che all’aperto racchiudono in sé la storia e in un certo senso l’anima di questo territorio, e ci aiutano a comprenderne l’ambiente e la quotidianità.
Nel Museo infatti si incontrano la storia, la cultura, le tradizioni di un popolo, in tutti i suoi aspetti: la socialità, il lavoro, la ritualità, il simbolismo.

Le Grotte sotterranee

Nella parte orientale del colle Giove, su cui si erge Santarcangelo, vi sono circa 160 grotte di origine misteriosa che formano una vera e propria città sotterranea, su tre livelli.

Museo del bottone

Il primo e l’unico Museo del Bottone in Italia in pianta stabile dal 2008.

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La storia del Museo di Verucchio, in qualità di contesto architettonico, comincia da molto lontano. Uscendo dalla Rocca e scendendo per la Via S. Andrea, si raggiunge, attraverso una contrada dalla antica struttura, la via che, percorsa per un breve tratto, conduce alla chiesa di S.Agostino.
Risalente al XIV secolo, ha subito numerose trasformazioni; di quella barocca restano i segni più evidenti (stucchi e dipinti del seicento-settecento). Qui nell’antichità furono custodite le ossa del Beato Gregorio (1225-1343), uno dei quattro beati nativi di Verucchio, beatificato dal Papa santarcangiolese Ganganelli (1769), molti secoli più tardi rispetto all’antichità del culto documentato sin dal 1387.
Le vicende napoleoniche hanno portato alla soppressione, sul finire del XVIII secolo, di tutti i conventi della Romagna; nessuno dei numerosi monasteri benedettini del territorio riminese è stato ricostruito in epoca di restaurazione, anche perchè gli edifici monastici erano già stati rapidamente demoliti o radicalmente trasformati, e le loro suppellettili vendute o distrutte.
Anche molti altri ordini, prima fiorenti e frequenti, non ritornarono più nel territorio riminese. Tra questi appunto gli Agostiniani, che avevano in città una grande chiesa, accanto alla quale stavano ricostruendo un imponente convento proprio negli anni in cui l’armata napoleonica invadeva le legazioni; degli Agostiniani tuttavia si sono salvati il monastero e la chiesa che, a Verucchio, si trovano in una splendida posizione panoramica, al limite del roccione su cui sorge il paese. Il convento, recentemente restaurato, è ora di proprietà comunale, ed ospita il Museo archeologico villanoviano che si integra perfettamente con il prezioso contenitore architettonico.
Il Museo di Verucchio viene inaugurato, a seguito degli onerosi restauri dell’edificio, nel 1985 ospitando, in un primo allestimento, i reperti provenienti dagli scavi archeologici effettuati da Gino Vinicio Gentili nella necropoli di podere Moroni. Un ulteriore slancio alle iniziative di ricerca ed espositive del Museo è stato operato dalla Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna in collaborazione con il Comune di Verucchio e del Gruppo SCM di Rimini.
Grazie a questa sinergia è stato possibile realizzare, nell’anno 1994, l’importante mostra “Il dono delle Eliadi”, che è stata allestita a Verucchio da luglio a dicembre per poi approdare, da aprile 1995 al Museo Archeologico di Bologna. Dal 15 luglio 1995 il Museo ospita un nuovo allestimento che si articola fra il piano terra e parte del piano seminterrato, secondo un percorso cronologico-tematico che porterà, nel prossimo futuro, alla definitiva pianificazione espositiva di tutte le sale e alla realizzazione di nuove mostre.

Il mondo di Tonino Guerra è il titolo che il poeta ha scelto per definire lo spazio in cui trova ospitalità la sua opera artistica. Certo uno spazio museale, ma che supera l’idea stessa di museo poiché intende essere uno luogo vivo in cui ci si incontra, si discute, si lavora.
Non a caso l’edificio è anche sede dell’associazione culturale che porta il suo nome, istituita nel 2005, grazie all’iniziativa degli enti fondatori.
La sede di Via dei Fossi, trova ospitalità nei sotterranei del trecentesco Oratorio di Santa Maria della Misericordia.
Oltre a rappresentare uno spazio museale è il luogo in cui il poeta presenta le sue opere, tiene lezioni di sceneggiatura, mette in scena il suo Teatro di lettura, incontra gli studenti e grazie all’archivio, alla videoteca, fototeca e biblioteca allestite all’interno, è momento di studio e approfondimento della sua opera e del contesto in cui è nata e si è sviluppata.
L’Associazione propone un ampio programma culturale che si fa anche promotore, attraverso la conoscenza e la valorizzazione dell’arte guerriana, del territorio di più Province e Regioni, interagendo con le Istituzioni, gli Enti e le Associazioni che in esso operano, con un risvolto culturale di carattere europeo e internazionale.

Si tratta di un’opportunità non solo culturale e artistica ma anche turistica di grande rilievo, capace di rappresentare un volano per lo sviluppo culturale ed economico di un territorio già carico di specificità.

Trasformato oggi in sede museale, il Forte è innanzitutto un’importante testimonianza di architettura militare. Il monte di San Leo, per la sua posizione dominante e per la sua peculiare conformazione geografica, caratterizzata da pareti scoscese e perpendicolari al suolo, ha sempre costituito una Fortezza naturale.
Già i Romani, ben consapevoli di tale attitudine, vi costruirono una prima fortificazione. Durante il Medioevo, la Fortezza venne contesa da Bizantini, Goti, Longobardi e Franchi.

Il Museo, nato grazie all’impegno dell’Associazione Culturale “E’ Scaion” (nome che corrisponde a “ferro per le vongole”), custodisce al proprio interno due importanti collezioni, che si riflettono poi nell’articolazione espositiva: quella delle conchiglie e quella degli attrezzi per la pesca.
Non meno interessanti sono inoltre l’archivio di foto e di filmati d’epoca che, insieme con le battane e gli oggetti collocati all’esterno, ricostruiscono e ritraggono la vita di un piccolo centro che da borgo di pescatori si è trasformato in luogo balneare, senza distruggere o cancellare le proprie radici popolari, ma anzi mantenendosi sempre rivolto al mare, quale fonte principale di sostentamento e di crescita sociale e culturale.

San Marino: la più antica Repubblica d’Europa non vive solo di storia.
Eventi, sagre, gare e competizioni sportive, musica e teatro fanno parte di una serie di proposte in grado di far vivere ai suoi visitatori nuove emozioni nel contesto di una delle più suggestive mete turistiche del mondo.
Dallo shopping alle manifestazioni culturali, passando per la rivisitazione di importanti avvenimenti storici, ci sono sempre mille occasioni per visitare San Marino.
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Scopri lo splendido castello di Gradara e il borgo che fecero da cornice alla storia d’amore di Paolo e Francesca. Su queste pagine potrai leggere la storia di Gradara guardare la galleria con le foto e i video della rocca e del borgo.
A pochi chilometri dalla Riviera Romagnola, nell’incantevole scenario medioevale del borgo di Gradara, ti aspettano eventi culturali, manifestazioni come: “L’Assedio al Castello”,”Gradara d’Amare”, il “Castello di Natale”, sagre, mostre e gli altri eventi. Trova tutti i ristoranti tipici, alloggi e affittacamere, le enoteche, le osterie e tanto altro ancora…

Lasciata alle spalle la costa romagnola, basta salire su una delle numerose alture dell’entroterra riminese per ritrovare la quiete.
Dall’alto dei suoi 436 metri, Montebello domina elegante la valle del Marecchia e dell’Uso, offrendo anche al visitatore più esigente un affascinante percorso tra storia, arte e natura.
La poderosa rocca, un tempo teatro di numerose battaglie, ci offre oggi silenziosa un panorama mozzafiato; segnata da una storia millenaria, ci guida alla scoperta dei suoi tesori nascosti, nonché dei suoi misteri.

Servizio Navetta gratuito

L’Hotel Ostuni mette a vostra disposizione un servizio gratuito di navetta per agevolare i vostri spostamenti verso i principali punti di interesse presenti nel centro storico di Rimini e Santarcangelo

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